impatto acustico locali pubblici

L’impatto acustico dei bar e dei pubblici esercizi

La legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 obbliga i comuni a richiedere che vengano eseguiti degli studi previsionali per tutte le attività rumorose, ciò succede contestualmente alla dichiarazione di inizio dell’attività (nella burocrazia della D.I.A.P. ma spesso anche nella S.C.I.A. per apertura o modifiche all’attività di somministrazione all’interno di pubblici esercizi), succede sempre più spesso che vengano richieste delle valutazioni di impatto acustico (V.I.A.) anche per le attività già esistenti dal comune o direttamente da ARPA: gran parte dei locali pubblici sono oggi considerati essere potenziali inquinanti per quanto riguarda il rumore. I locali che dichiarano di non avere musica al loro interno possono evitare di consegnare la relazione previsionale, se hanno impianti audio, o fanno spettacoli musicali con dj o musica dal vivo devono fare studiare la situazione a un tecnico competente che, dopo aver eseguito delle misure fonometriche ed eseguito tutti i calcoli del caso, può consegnare in comune una relazione sintetica (atto sostitutivo di notorietà firmato dal tecnico). Il DPR 227/2011 permette l’autocertificazione di impatto acustico per le attività che non disturbano, questa può essere firmata anche solo dal titolare dell’attività che però rischia una condanna penale per dichiarazione di falso in atto pubblico.

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