Valutazione dell’impatto Acustico a Roma

Per tutte quelle attività commerciali a carattere permanente il Comune di Roma richiede un documento: la relazione tecnica dell’impatto acustico.

La Relazione di Compatibilità Acustica a Roma

Se hai un’attività commerciale nel Comune di Roma e ti hanno chiesto la relazione di impatto acustico ambientale, ricorda che l’unica figura professionale a redigerla è il Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

Il Tecnico in acustica ambientale è in grado di effettuare misurazioni e valutazioni del rumore in ambienti di lavoro, abitazioni e spazi esterni, di classificare acusticamente i territori e di redigere piani di risanamento acustico svolgendo le relative attività di controllo.

A Roma e nel Lazio offro la compilazione della modulistica necessaria per quanto riguarda le domande relative ad:

  • Attività permanenti
  • Attività temporanee – Attività cicliche stagionali
  • Cantieri
  • Procedure specifiche per SUAP

Info e contatti:

Ing. Luciano Lacroce 327 99 88 190  – 06 929 5 80 62  

Il Comune di Roma rilascia il Nulla Osta di impatto acustico, una volta compilati uno dei seguenti moduli As, Bs, Cs, Ds.

NULLA OSTA DI IMPATTO ACUSTICO

Per ottenere il nulla osta da parte del Comune di Roma occorre compilare uno dei moduli sopra citati. In alcuni casi va presentata anche una Valutazione di Impatto Acustico redatta da un Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

Il nulla osta di impatto acustico è il documento rilasciato dal Comune di Roma che dispone l’autorizzazione per iniziare l’attività afferente i pubblici esercizi, discoteche, circoli privati, impianti sportivi e ricreativi ove siano installati macchinari o impianti che fanno rumore.

Per ulteriori informazioni contattaci

Tel.: 06 92958062

Cell.: 327 9988190

MODULO As
Questo modulo va presentato allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) in caso si posseggano i requisiti per fare l’autocertificazione. In tal caso non serve alcuna relazione tecnica redatta dal Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

MODULO Bs
E’ il modulo di presentazione della domanda di Nulla Osta di Impatto Acustico Ambientale. Deve essere compilato dal rappresentante legale dell’attività che si intende avviare e dal Tecnico Competente in Acustica Ambientale congiuntamente alla relazione tecnica di Valutazione Previsionale di Impatto Acustico. Il modulo Bs così compilato e la relazione tecnica devono essere presentati al SUAP m insieme all’istanza di autorizzazione all’esercizio.

MODULO Cs
Questo modulo va compilato solo si verifica un possibile superamento dei limiti di rumore. Nel modulo Cs il rappresentante legale dell’attività individua le misure previste per ridurre l’emissione di rumore. Una volta compilato il Cs e stilata la relazione tecnica di acustica ambientale, da parte del TCAA, devono essere presentate al Dipartimento Municipale afferente alle politiche ambientali (a Roma il Dipartimento X) congiuntamente all’istanza di autorizzazione. A questo punto il Dipartimento esprime il suo parere. In caso di giudizio favorevole, il Dipartimento trasmette il nulla osta al SUAP municipale.

MODULO Ds
Va compilato solo in caso di voltura. Al modulo Ds deve essere allegata la nuova valutazione di impatto acustico per il seguente motivo: il nuovo legale rappresentante deve assumere su di se le responsabilità che prima ricadevano su un’altra persona…

La Pubblica Amministrazione richiede una valutazione del rumore determinato da attività commerciali e produttive esistenti o in fase di avvio.

La valutazione di impatto acustico (VIAA) è regolata dalla legge quadro 447/95 ed è obbligatoria per tutte le attività rumorose ai fini del rilascio del nulla osta di impatto acustico dai preposti uffici comunali.

Nel caso di nuova attività produttiva e di pubblico esercizio l’ufficio comunale richiede la valutazione previsionale di impatto acustico (VPIAA)  per verificare che le emissioni sonore  siano idonee ai limiti di legge. Tale valutazione deve essere redatta da un tecnico competente in acustica ambientale.

Se hai un’attività commerciale quale bar, ristorante, laboratorio, palestra, etc… e vuoi ricevere una consulenza gratuita, contattami ai seguenti recapiti:

Ing. Luciano Lacroce : 327 99 88 190 – 06 92 95 80 62

Il servizio consisterà di

  • Sopralluogo gratuito e affiancamento tecnico;
  • Misure fonometriche diurne e notturne;
  • Analisi ed elaborazione dati acquisiti;
  • Stesura della relazione tecnica in formato cartaceo e digitale.

Ecco l’elenco dei tecnici competenti in acustica ambientale della Regione Val d’Aosta.

 

 

Consulenza per impatto acustico Roma

A Roma e nel Lazio offriamo servizi d consulenza per l’assistenza nella valutazione del disturbo da rumore indotto da soggetti terzi all’interno di domicilio privato, per esempio.

Se il rumore è intollerabile e supera i limiti d’inquinamento acustico serve un perito od un consulente specialista in acustica.

Consulenza in tribunale civile o penale

I rumori dei condomini vicini, per esempio derivante dall’impianto di climatizzazione o da attività commerciali limitrofe possono causare danni alla salute.

In sintesi colui che ritenga di avere un danno alla salute derivante dalle immissioni rumorose altrui, può agire in sede civile esercitando azione inibitoria e risarcitoria, agire in sede penale oppure agire in sede amministrativa chiedendo l’intervento delle autorità al fine di inibire il protarsi del disturbo.
Per le cause privatistiche non è richiesta la qualifica di Tecnico Competente in Acustica Ambientale.
Il CTP Consulente Tecnico di Parte viene scelto e nominato dalle parti a loro tutela.

Info e contatti:

Ing. Luciano Lacroce
Tel.: 06 92958062
Cell.: 327 99 88 190

Sono tenuti a presentare la Valutazione di Impatto Acustico redatta da un Tecnico abilitato tutte le attività quali discoteche, circoli privati, impianti sportivi e ricreativi e tutti i pubblici esercizi ove siano installati macchinari o impianti rumorosi, nonché le infrastrutture di trasporto.

Sono obbligate a presentare la Valutazione di Impatto Acustico ache le attività quali:

– ristoranti, pizzerie, trattorie, bar
– attività ricreative
– attività agrituristiche
– attività culturali e di spettacolo
– sale da gioco
– palestre
– stabilimenti balneari
che utilizzano impianti di diffusione sonora o che svolgono eventi con diffusione di musica o l’utilizzo di strumenti musicali.


Per una consulenza contatta lo Studio:

Ing. Luciano Lacroce: 06 929 58 062  – 327 998 81 90

Il Tecnico in acustica ambientale è in grado di effettuare misurazioni e valutazioni del rumore in ambienti di lavoro, abitazioni e spazi esterni, di classificare acusticamente i territori e di redigere piani di risanamento acustico svolgendo le relative attività di controllo.

Ing. Luciano LacroceTecnico Competente in Acustica Ambientale – 

Info e Contatti :  Tel.: 06 92958062 – Cell.: 3279988190 –

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Si occupa di:  

Valutazione di impatto acustico e rilascio del nulla osta acustico

La Valutazione di Impatto Acustico Ambientale (V.I.A.A.) è disciplinata dalla Legge 447 del 26 ottobre 1995 e riguarda tutte le attività produttive ed esercizi pubblici che dispongono di apparecchi rumorosi. Grazie alla valutazione di impatto acustico è possibile determinare se l’opera in questione rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora dell’area prescelta, e delle zone ad essa adiacenti. Se sei il titolare di un bar, di un ristorante, di un locale o di una discoteca e ti hanno richiesto la relazione di impatto acustico, rivolgiti a me sono in grado di fornire questo servizio in tempi rapidissimi, con professionalità e a costi decisamente competitivi.

Valutazione clima acustico (Legge 447/95)

La valutazione previsionale di clima acustico viene richiesta in base all’articolo 8 della legge quadro sull’inquinamento acustico n.447/95, la relazione conclude uno studio con misure fonometriche che analizzi il clima, ovvero ‘fotografi’ la situazione del livello sonoro esistente in un’area specifica e faccia una serie di verifiche tecniche. E’ un documento che viene richiesto e redatto in fase di progettazione dell’opera, ovvero durante l’iter amministrativo di concessione o autorizzazione, allo scopo di verificarne la compatibilità acustica con il contesto urbano in cui andrà a collocarsi.

Verifica e taratura degli impianti elettroacustici di diffusione sonora (DPCM 215/99)

Il Decreto suddivide gli impianti in “inidonei” e ”potenzialmente idonei” a superare i limiti consentiti. Bar, piano-bar, cinema, ristoranti, centri commerciali, locali in genere nei quali la musica è di sottofondo: in genere sono dotati di impianti probabilmente inidonei a superare i limiti, o che non vengono mai regolati in maniera tale da superare i limiti. Pub, disco-bar, night-club sono locali dotati di impianti probabilmente idonei a superare il limite LAeq = 95 dBA. Le discoteche sono locali dotati di impianti idonei a superare i limiti e in cui, per il tipo di trattenimento, è reale il rischio di superamento degli stessi.

Risanamento acustico dei locali pubblici (Legge 447/95)

Per la gestione di un nuovo pubblico esercizio, il Comune richiede la valutazione previsionale di impatto acustico. Questo studio è finalizzato a verificare se i rumori prodotti dalla nuova attività sono conformi con i limiti di legge.
Se sei il titolare di un bar, di un ristorante, di un locale o di una discoteca e ti hanno richiesto la relazione di impatto acustico, puoi rivolgerti a me per fornire questo servizio in tempi rapidissimi, con professionalità e a costi decisamente competitivi.

Valutazione dei requisiti acustici passivi degli edifici (DPCM 5/12/97)

Il rispetto dei requisiti di isolamento acustico indicati dalla legge ( DPCM 5 dicembre 1997 ) non può prescindere da una corretta ed attenta progettazione acustica. Non mi limito a verificare la prestazione di isolamento acustico dell’edificio ma affianco i progettisti nella scelta delle strutture e dei materiali da utilizzare, fornendo indicazioni precise e dettagliate sull’esecuzione dei giunti e dell’isolamento degli impianti.

Valutazione delle immissioni di rumore nella proprietà privata (art. 844 c.c.)

Valutazione dell’Esposizione al Rischio Rumore (D.Lgs. 81/08)

L’articolo 2 della Legge Quadro sull’inquinamento acustico (Legge 447/95) istituisce di fatto la figura professionale del Tecnico Competente in Acustica e ci informa su come diventare tecnico acustico. Secondo la legge quadro sull’inquinamento acustico (Legge 447/95) e’ definita tecnico competente in acustica la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività’ di controllo.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per un Tecnico Competente in Acustica? Per quale motivo un professionista potrebbe essere interessato a scoprire come diventare tecnico acustico?

Gli incarichi che un Tecnico Competente in Acustica, e solo lui, può svolgere sono:

In cosa consiste il lavoro del Tecnico acustico?

A prescindere da quale sia il campo di attività in cui il tecnico è chiamato ad operare vi sono delle fasi del lavoro imprescindibili. Prima fra tutte è la fase strumentale: gli indici ed i valori che la legge impone di rispettare riguardo al rumore non sono valutabili in alcun modo se non con l’ausilio di una specifica strumentazione tecnica abbinata a software di post-elaborazione dei risultati. Quindi il tecnico deve “necessariamente” fare un certo numero di misure fonometriche. Il Tecnico Competente in acustica, dopo le misure strumentali, deve poter esportare le informazioni registrate su un elaboratore dal quale avviare il software di post-elaborazione. In tal modo il tecnico interpreta i dati in suo possesso e si predispone ai calcoli necessari. Tali calcoli portano a quei risultati necessari per la redazione del documento tecnico finale in cui l’esperto certifica l’incarico svolto.

Come si diventa Tecnico Competente in Acustica?

I requisiti necessari all’ottenimento della nomina regionale di Tecnico Competente in Acustica sono specificati Legge Quadro sull’inquinamento acustico (Legge 447/95). Secondo questa legge il Tecnico competente deve essere in possesso di diploma di scuola media superiore ad indirizzo tecnico o del diploma universitario ad indirizzo scientifico oppure di un diploma di laurea ad indirizzo scientifico. L’attività di tecnico competente può essere svolta previa presentazione di apposita domanda all’assessorato regionale competente in materia ambientale corredata da documentazione comprovante l’aver svolto attività, in modo non occasionale, nel campo dell’acustica ambientale o edile da almeno quattro anni.”

Dunque per diventare Tecnico Competente in Acustica bisogna innanzitutto essere in possesso di un diploma o di una laurea in indirizzo scientifico. Inoltre occorre documentare 4 anni (per i diplomati) o 2 anni (per i laureati) di incarichi specifici quali quelli elencati sopra.

L’impatto acustico dei bar e dei pubblici esercizi

La legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 obbliga i comuni a richiedere che vengano eseguiti degli studi previsionali per tutte le attività rumorose, ciò succede contestualmente alla dichiarazione di inizio dell’attività (nella burocrazia della D.I.A.P. ma spesso anche nella S.C.I.A. per apertura o modifiche all’attività di somministrazione all’interno di pubblici esercizi), succede sempre più spesso che vengano richieste delle valutazioni di impatto acustico (V.I.A.) anche per le attività già esistenti dal comune o direttamente da ARPA: gran parte dei locali pubblici sono oggi considerati essere potenziali inquinanti per quanto riguarda il rumore. I locali che dichiarano di non avere musica al loro interno possono evitare di consegnare la relazione previsionale, se hanno impianti audio, o fanno spettacoli musicali con dj o musica dal vivo devono fare studiare la situazione a un tecnico competente che, dopo aver eseguito delle misure fonometriche ed eseguito tutti i calcoli del caso, può consegnare in comune una relazione sintetica (atto sostitutivo di notorietà firmato dal tecnico). Il DPR 227/2011 permette l’autocertificazione di impatto acustico per le attività che non disturbano, questa può essere firmata anche solo dal titolare dell’attività che però rischia una condanna penale per dichiarazione di falso in atto pubblico.

La valutazione di impatto acustico ambientale

è un tipo di consulenza che viene richiesta dal Comune all’interno del quale si desidera installare un insediamento produttivo o infrastruttura. Grazie alla valutazione di impatto acustico è possibile determinare se l’opera in questione rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora dell’area prescelta, e delle zone ad essa adiacenti. Tali limiti, precedentemente determinati dalla zonizzazione acustica comunale del territorio, sono indicati dalla classe acustica di appartenenza. Grazie alla valutazione di impatto acustico ambientale, è possibile attuare e verificare efficacemente i contenuti della pianificazione territoriale. Come si è visto, la valutazione di impatto acustico consiste nella previsione degli effetti ambientali che scaturiranno, dal punto di vista dell’inquinamento acustico, dalla realizzazione di interventi di diversa natura sul territorio. La valutazione di impatto acustico può essere richiesta anche al momento delle domande di licenza o di autorizzazione all’esercizio di attività produttive e ricreative o al momento del cambio di gestore o ancora in caso di ampliamento, modifica e potenziamento delle stesse. La valutazione di impatto acustico viene richiesta sempre più spesso dai Comuni anche per attività commerciali, come le sale prova musicali a uso pubblico, i bar, i ristoranti e altre attività potenzialmente rumorose, sia all’aperto che al chiuso, anche se temporanee come feste parrocchiali, sagre paesane o manifestazioni locali.

info e contatti:

ing. Luciano Lacroce  3279988190 – Tecnico Competente in Acustica Ambientale

L’impatto acustico

dei bar e dei locali pubblici in genere è sempre argomento di attualità. La questione è delicata perché oltre al rumore dei classici apparecchi presenti in tutti i bar d’Italia si aggiunge spesso il suono della musica (diffusa o suonata) e il rumore generato dai clienti anche quando sono fuori dal locale (seduti ai tavoli o in piedi).

La legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/95 obbliga i comuni a richiedere che vengano eseguiti degli studi previsionali per tutte le attività rumorose, ciò succede contestualmente alla dichiarazione di inizio dell’attività (nella burocrazia della D.I.A.P. ma spesso anche nella S.C.I.A. per apertura o modifiche all’attività di somministrazione all’interno di pubblici esercizi), succede sempre più spesso che vengano richieste delle valutazioni di impatto acustico (V.I.A.) anche per le attività già esistenti dal comune o direttamente da ARPA: gran parte dei locali pubblici sono oggi considerati essere potenziali inquinanti per quanto riguarda il rumore.

Dal febbraio 2012 i locali che dichiarano di non avere musica al loro interno possono evitare di consegnare la relazione previsionale, se hanno impianti audio, o fanno spettacoli musicali con dj o musica dal vivo devono fare studiare la situazione a un tecnico competente che, dopo aver eseguito delle misure fonometriche ed eseguito tutti i calcoli del caso, può consegnare in comune una relazione sintetica (atto sostitutivo di notorietà firmato dal tecnico).

Il DPR 227/2011 permette l’autocertificazione di impatto acustico per le attività che non disturbano, questa può essere firmata anche solo dal titolare dell’attività che però rischia una condanna penale per dichiarazione di falso in atto pubblico.

Il rumore rimane uno dei motivi principali di contenzioso con la pubblica amministrazione e anche di cause legali e litigi coi vicini perciò è consigliato non firmare da sè l’autocertificazione di impatto acustico quando:

– ci sono abitazioni sopra l’attività o nelle immediate vicinanze;
– l’attività è posta in una zona silenziosa;
– ci sono unità esterne del condizionatore o dell’impianto di areazione o simili;
– ci sono tavolini all’esterno o plateatici;
– ci sono impianti di refrigerazione, cappe di aspirazione o altri impianti che impattano attraverso la costruzione;
– si lavora la notte dopo le ore 22.00.

Siamo operativi nel Lazio e in Calabria

Contattateci per esporci la vostra situazione, vi offriremo un preventivo immediato per il servizio migliore per voi. Nella nostra esperienza sappiamo seguire tutte le parti in causa (anche i cittadini disturbati), le nostre referenze dimostrano che possiamo affrontare qualsiasi situazione in poco tempo, dalla previsione di impatto acustico, al risolvere situazioni difficili con la P.A. e coi vicini.

Si consiglia comunque di controllare sempre che non ci siano altre sorgenti di rumore e che i vicini non siano troppo vicini (entro i 50 metri) perché altrimenti il titolare rischia comunque delle sanzioni (questa nuova legge obbliga comunque al rispetto dei limiti acustici ed il limite differenziale è molto severo e quindi è facile che non sia rispettato).
Il meccanismo dell’autocertificazione semplifica il lavoro al comune, ma non al tecnico competente in acustica che deve comunque fare delle misure e studiare le soluzioni per diminuire il rumore (dal scegliere gli impianti e le tecniche di insonorizzazione a decidere gli orari e le modalità per certe operazioni rumorose). Di fatto in molti comuni ha creato molti problemi alla cittadinanza e al vicinato.
Il rumore è un aspetto che costa molto meno gestirlo correttamente il prima possibile piuttosto che arrivare all’ultimo momento quando gli animi sono esasperati e i costi di bonifica salgono inutilmente.

Si noti come in caso di esposto al comune o ai carabinieri da parte dei vicini oggi molti uffici ARPA chiedono di effettuare una valutazione fonometrica sull’esistente con progetto di bonifica prima di uscire a fare i controlli e comunque obbligano sempre il gestore a farlo dopo aver fatto dei controlli con esito di superamento dei limiti e multa conseguente.

Il titolare deve quindi incaricare un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto da una regione Italiana: questo professionista effettuerà delle misure fonometriche approfondite sull’area interessata e una serie di calcoli e valutazioni per dimostrare se l’attività inquini o meno verso i vicini di casa, nel caso ci sia uno sforamento dei limiti di legge è suo dovere individuare tutte le possibili soluzioni per diminuire l’impatto verso di essi e far rientrare le immissioni sonore nei limiti di legge.

Lo studio è effettuato in via previsionale (V.P.I.A.) se l’attività non si è ancora insediata, è fatto sulla situazione esistente (V.I.A.) se l’attività è già avviata.
controlli vengono effettuati di nascosto dall’ARPA provinciale competente su richiesta del comune che raccoglie gli esposti dei cittadini e può multare le attività inquinanti (ammenda, più pagamento delle spese dei tecnici, più conseguenti limitazioni sulla licenza di orario o di revoca della stessa).
L’intervento di un tecnico competente in acustica ambientale riconosciuto dalla regione è obbligatorio per legge quando si deve studiare la bonifica della situazione ma è utile anche per conciliare situazioni delicate extra-giudiziali con la P.A. e coi vicini (prima di andare in causa) o a supporto di un avvocato di una delle parti quando si arriva all’accertamento tecnico e poi alla causa legale.

I regolamenti sulle emissioni sonore sono individuati dal piano di zonizzazione acustica del comune che applica i decreti attuativi della legge quadro sull’inquinamento da rumore e divide il proprio territorio in zone di rispetto acustico. Ma l’aspetto più stringente della legge sull’inquinamento sonoro è quasi sempre la richiesta del rispetto del limite differenziale sul rumore della zona senza l’attività presente (detto tecnicamente livello residuo, o molto meno meno propriamente ‘rumore di fondo’ perchè tale nome si da al valore L95 usato a volte in dibattito civilistico) che è pari a 5 dB di giorno e 3 dB di notte (oggi si applicano gli stessi limiti del DPCM 14/11/1997 anche nelle cause civili, misurando il livello sonoro equivalente in presenza e in assenza della sorgente disturbante).
Preso un sito dove per esempio è presente un livello del rumore residuo pari a LAeq = 40 dB(A) qualsiasi attività commerciale o suo impianto non può introdurre rumore che innalzi il livello di rumore complessivo oltre i 43 dB(A) di notte e 45 dB(A) di giorno. In realtà di notte il livello è sempre più basso che di giorno e il limite diventa spesso molto stringente (si ricorda che il limite differenziale è applicabile fino a 25 dB(A) misurati di notte a finestre chiuse immessi in casa del vicino e l’Italia è spesso molto silenziosa la notte!)

Purtroppo sono ancora poche le zonizzazioni acustiche che prevedano questa problematica e la affrontino seriamente e serenamente verso tutte le persone coinvolte: all’estero è normale che ci siano zone dedicate della città dove si incoraggia l’apertura di locali notturni rumorosi, o che vengano date delle prescrizioni d’orario ben definite, nel nostro paese si riempiono i centri storici senza valutazioni tecniche approfondite e si va sempre più spesso alla guerra degli avvocati con grosse spese e tempi lunghi per tutte le parti coinvolte.

La nostra esperienza diretta è che la classica attività di bar al chiuso con radio/tv o filodiffusione a basso volume raramente risulta inquinante di giorno, lo è se lo stabile e/o il locale in cui è posta l’attività ha dei difetti edili o impiantistici o se alcune semplici norme di buon senso tecnico e di civile educazione non sono rispettate. Solitamente i livelli sonori interni a queste attività sono inferiori ai 70 dB(A).

La questione cambia quando l’attività nell’ happy hour o la sera preveda musica diffusa a volume sostenuto o suonata dal vivo, quando ci siano tavolini e clienti che consumano e/o sostano all’aperto, quando ci siano impianti rumorosi all’interno o all’esterno del locale (p.e. aria condizionata, frigoriferi, videopoker, etc.) e i vicini sono a pochi metri del locale. In questi casi il livello sonoro interno può superare gli 80 dB(A) e i 90 dB(A) rendendo la situazione molto delicata.